giovedì 29 maggio 2008

Strane storie #1

L’ULTIMA GOCCIA


Era proprio l’ultima, l’ultima goccia di un acquazzone che sembrava non finire più. Con un braccio ancora attaccato al bordo sembrava non volerne sapere di staccarsi, di cadere al suolo, di confondersi alla terra, mischiarsi al fango, tornare a essere umidità, ricominciare il giro. In fondo stava bene appesa a quella tettoia verde, da lì poteva osservare un bel pezzo di mondo, oppure filtrarlo ribaltato a chi avesse provato a guardarlo attraverso di lei. Eppure cadde, si staccò, richiamata da una forza più forte. Nel volo chiuse gli occhi, stirandosi come per frenare, per resistere all’inevitabile. La sua paura più grande era di finire nel fiume, di farlo diventare ancora più grosso, andandosi ad aggiungere a tutte le altre cadute prima. Proprio non ci stava a essere ricordata come l’ultima.... troppa responsabilità. I proverbi non le erano mai piaciuti ma, dovendo scegliere, avrebbe preferito essere ricordata come la goccia che scava la pietra, piuttosto che quella che fa traboccare il vaso!
Ma ormai era lì e doveva rassegnarsi. Se solo avesse aperto gli occhi avrebbe visto con stupore l’imbuto che la stava aspettando.


Un enorme tubo grigio, di cemento; come una ciminiera tozza, ma senza fumo; come una clessidra che scandisce il tempo di un gigante. Al suo ingresso percepì di essere il granello decisivo, quello che una volta caduto costringe la clessidra al ribaltamento, per ricominciare la conta. Era stata l’ultima ad entrare in quella strana cisterna, e fu la prima ad uscirne, a testa in giù. Ne ebbe un sospetto nel momento in cui vide alberi strani, che si increspavano al vento, sopra un cielo grigio di carta velina. Dovette rigirarsi su se stessa per capire che ne stava osservando il riflesso in un lago.


Il nuovo suolo era un mondo d’acqua, più bagnato che asciutto. Forse l’imbuto non era clessidra, ma rubinetto. Una valvola di scarico per il mondo di sopra, dall’altra parte, quello a testa in su, o in giù a seconda del tempo. Allora siamo tutti in un’enorme clessidra che al posto dei granelli di sabbia contiene gocce d’acqua, due vasi comunicanti in continua ricerca di equilibrio! Quando di là piove troppo, o fa troppo caldo e i ghiacci si sciolgono con prepotenza, e l’acqua non sa più dove andare, allora escono fuori dalla terra i grandi imbuti-rubinetto che raccolgono gli eccessi, per scaricarli, col movimento di una clessidra capovolta, nel mondo di qua.



Ecco perchè tutte quelle distese d’acqua, laghi e lagune, più acqua che terra. Qui ora c’è il sole e l’acqua proveniente dall’altro mondo fa crescere il riso, i prati e gli alberi appena interrati.



Una casa sembra sciogliersi nella nuova laguna, forse i suoi vecchi abitanti l’hanno abbandonata e lei non se la sentiva più di continuare a vivere nel silenzio, da sola, e allora ha scelto di dissolversi, di colorare l’acqua col rosso dei suoi mattoni.



Là in fondo altri due enormi rubinetti imbuto sono in attesa. Aspettano il troppo pieno d’acqua del mondo di qua, per assorbirne l’eccesso, per ristabilire l’equilibrio e far girare ancora una volta la clessidra.

lunedì 19 maggio 2008

Lo sguardo del giorno dopo...

Ci teniamo a pubblicare la frase con la quale Mauro Villone, organizzatore insieme a Lidia Urani dell'evento Turin Photo Festival, ha descritto in un recente comunicato il nostro progetto:

"A proposito di emancipazione della donna trovo che un lavoro di estrema raffinatezza ed eleganza sia quello di PEPE (Giorgia Mannavola e Andrea Ferrari). Opere d’arte capaci di esistere semplicemente in se stesse per l’accattivante eleganza visiva, ma altresì capaci di raccontare in un attimo un disagio profondo e secolare."

Con questo post desideriamo ringraziare Mauro e Lidia per l'eccellente organizzazione dell'evento e tutti gli amici che sono stati presenti all'inaugurazione della mostra giovedì 15.

Tutte le opere saranno visitabili fino al 15 giugno, e le inaugurazioni proseguono per tutta la settimana (www.unaltrosguardo.com).

giovedì 8 maggio 2008

TURIN PHOTO FESTIVAL

Giovedì 15 maggio dalle 18.30 vi aspettiamo per l'inaugurazione.
Ci trovate in mostra da Jana (via Maria Vittoria 45, Torino).

La mostra sarà visitabile fino al 15 giugno.



mercoledì 7 maggio 2008

una bella notizia dai nostri corsi di fotografia!
Stefania, che sta frequentanto il corso di reportage , ci scrive questa mail, che volentieri pubblichiamo:


Hanno messo una mia foto scattata al V Day sul blog di Grillo!! :)

Questo è il link:
http://beppegrillo.it/laretedelgrillo/2008/04/30/index.html


brava Stefania!

lunedì 28 aprile 2008

Un altro sguardo

DONNA DIVISA

Impossibilità di rivendicare la propria identità.
Uniformarsi a un modello che qualcun altro ha deciso.
Ritagliarsi addosso la maschera imposta, uguale per tutti.

Iran 1936: Reza Khan abolisce l’utilizzo del velo

Iran 1979: khomeini impone l’utilizzo del velo

Abolire e imporre un abito.


Due decisioni diametralmente opposte che scatenano in chi le deve subire lo stesso disagio.
In entrambi i casi sentirsi privati della possibilità di scelta. Strapparsi di dosso il costume di sempre e doverlo indossare quarant’anni dopo come unica divisa riconosciuta dallo stato.
Sentirsi “divise” tra ciò che si è e ciò che si deve apparire.
Qualcuno il velo lo sceglierebbe, se potesse sceglierlo davvero.



In mostra da:
Jana Via Maria Vittoria 45, Torino
Inaugurazione giovedì 15 maggio ore 18,30

Rassegna "Un altro sguardo", Torino World Design Capital
Turin Fotofestival 2008
http://www.unaltrosguardo.com/index.php/autori.html

giovedì 20 marzo 2008

LA MOSTRA_primavera08

una coperta di asfalto

sopra la coperta la città

sotto coperta i treni di un’altra metropoli, quella del trasferimento

immersione in quel mondo ovattato, tiepido, identico, senza riferimenti

chiudere gli occhi, un altro mondo ancora



poi riemergere





P E P E

Corso di fotografia: reportage

Tramite l’analisi di casi esemplari tratti dalla storia del reportage e successive esperienze dirette sul “campo” si intende formare e consolidare le facoltà dell’osservazione, dell’interpretazione e del “racconto fotografico”. Osservare un fatto, decidere di interpretarlo, assumersene le responsabilità, appropriarsene a tal punto da sentire l’urgenza di doverlo divulgare, individuandone le modalità
espressive e tecniche di volta in volta più consone.

Programma del corso di reportage: aprile-giugno 2008

1^ lezione: lunedì 31 marzo, ore 20-22
-“Slightly Out of Focus”: il reportage in prima linea
-Lettura del portfolio dei partecipanti

2^ lezione:lunedì 7 aprile, ore 20-22
-“Gerusalemme perduta”: le religioni raccontate da due viaggiatori
-Descrizione del progetto assegnato ai partecipanti

3^ lezione:domenica 13 aprile, ore 10-12
-Sopralluogo
-Uscita di gruppo

4^ lezione:giovedì 17 aprile, ore 20-22
-Introduzione alla post produzione
-Strumenti pratici per trattare le immagini in photoshop

5^lezione:lunedì 21 aprile, ore 20-22
-“Beirut”: il vincolo come stimolo progettuale
-Visione immagini sopralluogo
-Assegnazione ai partecipanti di un indirizzo progettuale

6^lezione:giovedì 8 maggio, ore 20-22
Workshop
-La fotografia come strumento espressivo nel cinema

7^lezione: domenica 11 maggio, ore 10-12
-Uscita di gruppo

8^lezione: lunedì 19 maggio, ore 20-22
-“Un Paese”: una comunità raccontata nel tempo
-Visione scatti partecipanti

9^lezione: domenica 25 maggio, ore 10-12
-Uscita conclusiva

10^lezione:martedì 3 giugno, ore 20-22
-Visione progetti individuali e editing finalizzato all’esposizione/pubblicazione


La conferma dell’iscrizione avviene tramite mail entro il 21 di marzo e il versamento della quota entro il 28 marzo.


P E P E fotografia
Via Guastalla 6/A
Torino
Andrea Ferrari_3492883801
Giorgia Mannavola_3388645373