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lunedì 26 marzo 2012

Un altro respiro

Ed è ancora una volta l'acqua ad immobilizzare lo sguardo,
emozioni che scorrono sotto la superficie, distorsione di un tempo dilatato,
che trova spazio nel silenzio, nell'intimità.
Questo è il ritmo fotografico di Riccardo Dametto
che ancora una volta ci ipnotizza con le sue immagini.


Gelo
di Riccardo Dametto


Abbandonarsi all’acqua bollente: inspirare.
Separazione, esclusione, privarsi dei sensi.
Forse un’altra vita è possibile.
Silenzio. Cosa ne è del Tempo?
Ripetersi “respira, respira”.
La speranza del ritorno: espirare.
Negli occhi, la Vita.
E il gelo mi riavvolge.









mercoledì 21 marzo 2012

Quando il paesaggio si fa poetico

Siamo interessati a quella capacità di guardare con occhi curiosi al paesaggio che ci circonda,
di selezionare quelle porzioni di reale che assumono significato attraverso la negazione,
attraverso quello che rimane, attraverso ciò che ad occhio nudo non è facile escludere.
Siamo interessati a quella capacità di scovare prospettive in grado di far dialogare il vecchio e il nuovo, di sovrapporre lembi di paesaggio attribuendo ad essi forme e significati nuovi.
Per questo ci è piaciuto il progetto di Giuseppe.

Aria nuova
di Giuseppe Cereda

Nasi della vecchia città trattengono il respiro, sparsi tra nuove realtà
Testimoni del passato, integrati nel presente.







lunedì 19 marzo 2012

Vincitore del premio della giuria popolare PEPE contest#2

Anche la giuria popolare è stata in difficoltà nell'individuare il progetto più meritevole.
Paolo Ghivarello e Luisa Pretto, hanno ottenuto lo stesso numero di voti, costringendo la platea, a dividersi sui "candidati".
Ed è Luisa Pretto che si aggiudica il primo premio con il suo "350" realizzato nelle carceri Nuove di Torino. Ci fa piacere pubblicare entrambi i progetti, sui quali anche la giuria si era espressa positivamente. Molto diversi nell'approccio, il progetto di Luisa, attreverso una costruzione quasi narrativa ci ha entusiasmato per la capacità di trattare il tema del respiro attraverso l'analisi delle necessità scatenate dalla sua mancanza.
Il progetto di Paolo "Gioia di pietra" ci è sembrato capace di cogliere in maniera creativa il prolungato inverno della stagione appena passata, attraverso un'interpretazione del reale che oscilla in maniera misurata tra l'ironico e il poetico: l'osservatore delle immagini potrebbe chiedersi se si tratti davvero di sculture o non piuttosto di personaggi reali costretti ad un letargo prolungato dal gelo dell'inverno.
Ci è piaciuta la capacità di Paolo di aver saputo osservare e selezionare con un occhio "nuovo" elementi ai quali siamo ormai assuefatti dalla visione quotidiana, restituendoli in chiave inconsueta e anticonvenzionale.


350
di Luisa Pretto
Dentro
libero di sognare
grandi spazi fuori
non si vede il mare
ma lo puoi
respirare
dentro.































Gioia di Pietra 
di Paolo Ghivarello


il respirare e' un atto inconscio, subliminale, congenito. un lento movimento del diaframma che si solleva e si abbassa, che si espande e contrae permettendo al respiro di avere sostanza.
la relazione, la somiglianza, con il gesto automatico della fotografia non sfugge all'occhio di chi osserva; inspirare, trattenere il respiro, regolare il diaframma, scattare, espirare.
"gioia di pietra" esplora la medesima sottile relazione, la bellezza, solo all'apparenza immobile, del marmo che racchiude in un unico fotogramma la bellezza mobile del corpo umano, un respiro congelato che si concretizza nel gelo dell'atmosfera ed i volti immoti ed espressivi che perpetuano l'istante.
un esercizio stilistico delle citazioni e delle metafore che guida l'osservatore nella riflessione sulla purezza del respirare.






Vincitore del PEPE contest#2

E vince il premio della giuria Donatella Arione. 
Il suo progetto ci ha colpito non solo per la qualità tecnica e compositiva
ma per la capacità di utilizzare un filtro, rappresentato in questo caso dall'acqua,
come espediente in grado di "riflettere" uno stato d'animo.
Ci pare che il suo progetto rappresenti il giusto punto di incontro tra uno sforzo tecnico 
complesso, un impatto visivo visivo interessante dal punto di vista formale, e un risultato espressivo che, pur nell'interpretazione didascalica del tema proposto, restituisca immagini che sembrano superare i limiti imposti dallo strumento fotografico.

Metaforicamente scattando
di Donatella Arione

Mi manca l’aria, mi sento soffocare e sto sprofondando sommersa dal mio stesso mondo.
Ho bisogno di respirare!
Una boccata d’aria, anche breve.
Il mio tempo gestito come voglio io, il mio ossigeno.

Cerco di resistere, la mente si annebbia.
L’assenza d’aria mi logora, mi muta.
Quasi non mi riconosco più.
Prendi una decisione: o ti lasci soffocare oppure reagisci.

La mente torna lucida,
ricordo quello di cui ho bisogno,
trovare il mio ossigeno,
quello migliore, quello che si possa conservare.

Riemergo dal marasma del mio stesso mondo, anche solo per un attimo.
Quanto basta.
Respiro, consapevole che questo non sarà che l’inizio
del medesimo ciclo che sembrerebbe invece concluso.

Trattenere il fiato sott’acqua, una metafora per provare a dar forma ad uno stato d’animo,
per cercare di descrivere un ciclo che, volenti o nolenti, scandisce le nostre giornate.

Vittime di noi stessi, della frenesia e del tempo che incalza,
possiamo restare a galla solamente trovando il momento giusto per respirare.





giovedì 15 dicembre 2011

PEPE CONTEST#2



Siamo lieti di potervi annunciare la nuova edizione del concorso di P E P E fotografia,
che prevede alcune significative novità rispetto all'edizione precedente.

Andate a leggere tutti i dettagli nel bando del concorso pubblicato di seguito,
potrete vincere la partecipazione gratuita alla prima edizione del nuovo workshop
sulla creatività che si terrà in primavera.

Seguite tutte le novità del concorso sulla pagina di P E P E fotografia di facebook.
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