giovedì 1 dicembre 2011
Un bel progetto fotografico e non solo
Ancora una volta abbiamo il piacere di condividere un bel progetto fotografico del collettivo V-ARS, che esprime qualcosa di più della semplice voglia di scattare una fotografia per esporla, che esprime la volontà di superare i confini della convenzionalità per esplorare insieme il piacere di lasciarsi trascinare dalle suggestioni in un mondo di immagini oniriche ed emozionali. Complimenti ad Armando Cervetti, Serena Inturri, Sara Figueiredo, Giuliana Gabri Gibelli, Matteo Rinaldini.
La copertina del libro ci porta ad un immaginario diverso da quello suggerito da voi, mi piace pensare che il testo di Maria Vaccaro sia la rappresentazione scritta delle vostre fotografie.
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12:08 PM
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mercoledì 30 novembre 2011
Mapplethorpe a Milano
Domani alle 18.30 presso Fondazione Forma per la Fotografia inaugura la mostra Robert Mapplethorpe.
Per la prima volta a Milano, una grande retrospettiva ripercorre la carriera e l’opera di Robert Mapplethorpe, tra I più importanti autori del Novecento che ha influenzato con le sue immagini dalla composizione perfetta, generazioni di fotografi e artisti.
Il suo tempo è la New York degli anni Settanta e Ottanta, quella della rivoluzione pop, del new dada e di Andy Warhol; la città creativa e disinibita della liberazione sessuale, dell’esplosione della performance e della body art.
Mapplethorpe è oggi unanimemente considerato uno dei più importanti fotografi del ventesimo secolo perché, come i grandi artisti sanno fare, è riuscito a essere nello stesso tempo classico e attuale: testimone del proprio tempo e astratto in una sorta di perfetta atemporalità. Le fotografie di Robert Mapplethorpe sono rigorose, composte, curate nel minimo dettaglio. I corpi, come i fiori, sono impeccabili, ritratti in ambientazioni quasi asettiche, i loro movimenti sono armonici e ricordano gli studi dell’arte e della scultura rinascimentali. La ricerca della perfezione, mito irraggiungibile per la maggior parte degli artisti, è per Robert Mapplethorpe la condizione necessaria da raggiungere in ogni suo scatto.
La mostra, proveniente dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, comprende 178 fotografie e rappresenta un’occasione unica per ripercorrere, con un unico sguardo retrospettivo, il lavoro di Mapplethorpe, dalle prime polaroid di inizio anni Settanta, fino ai suoi celebri still life, ai fiori, ai ritratti, alla sconcertante serie dedicata a Lisa Lyon, alle splendide immagini dedicate al corpo maschile, indagato e celebrato come mai prima di allora, all’omaggio alla sua musa Patti Smith, agli insoliti, teneri e malinconici ritratti di bambini.
“Spesso l’arte contemporanea mi mette in crisi perché la trovo imperfetta. Per essere perfetta non è che debba essere giusta dal punto di vista anatomico. Un ritratto di Picasso è perfetto. Non c’è niente di contestabile. Nelle mie fotografie migliori non c’è niente di contestabile – così è. È quello che cerco di ottenere”.
L’estrema contemporaneità e la grande classicità di Mapplethorpe è tutta in questa possibile perfezione da raggiungere e da realizzare nel breve lasso di tempo di uno scatto, di una sessione di posa.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Contrasto.
Fino al 9 aprile 2012.
Forma
Piazza Tito Lucrezio Caro 1,
Milano
Per la prima volta a Milano, una grande retrospettiva ripercorre la carriera e l’opera di Robert Mapplethorpe, tra I più importanti autori del Novecento che ha influenzato con le sue immagini dalla composizione perfetta, generazioni di fotografi e artisti.
Il suo tempo è la New York degli anni Settanta e Ottanta, quella della rivoluzione pop, del new dada e di Andy Warhol; la città creativa e disinibita della liberazione sessuale, dell’esplosione della performance e della body art.
Mapplethorpe è oggi unanimemente considerato uno dei più importanti fotografi del ventesimo secolo perché, come i grandi artisti sanno fare, è riuscito a essere nello stesso tempo classico e attuale: testimone del proprio tempo e astratto in una sorta di perfetta atemporalità. Le fotografie di Robert Mapplethorpe sono rigorose, composte, curate nel minimo dettaglio. I corpi, come i fiori, sono impeccabili, ritratti in ambientazioni quasi asettiche, i loro movimenti sono armonici e ricordano gli studi dell’arte e della scultura rinascimentali. La ricerca della perfezione, mito irraggiungibile per la maggior parte degli artisti, è per Robert Mapplethorpe la condizione necessaria da raggiungere in ogni suo scatto.
La mostra, proveniente dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, comprende 178 fotografie e rappresenta un’occasione unica per ripercorrere, con un unico sguardo retrospettivo, il lavoro di Mapplethorpe, dalle prime polaroid di inizio anni Settanta, fino ai suoi celebri still life, ai fiori, ai ritratti, alla sconcertante serie dedicata a Lisa Lyon, alle splendide immagini dedicate al corpo maschile, indagato e celebrato come mai prima di allora, all’omaggio alla sua musa Patti Smith, agli insoliti, teneri e malinconici ritratti di bambini.
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| Autoritratto, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation |
“Spesso l’arte contemporanea mi mette in crisi perché la trovo imperfetta. Per essere perfetta non è che debba essere giusta dal punto di vista anatomico. Un ritratto di Picasso è perfetto. Non c’è niente di contestabile. Nelle mie fotografie migliori non c’è niente di contestabile – così è. È quello che cerco di ottenere”.
L’estrema contemporaneità e la grande classicità di Mapplethorpe è tutta in questa possibile perfezione da raggiungere e da realizzare nel breve lasso di tempo di uno scatto, di una sessione di posa.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Contrasto.
Fino al 9 aprile 2012.
Forma
Piazza Tito Lucrezio Caro 1,
Milano
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12:19 PM
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martedì 22 novembre 2011
Esercitazione in studio: jump!
Ieri sera ci siamo divertiti a saltare.
Grazie alle nostre giovanissime fotografe e modelle!
Grazie alle nostre giovanissime fotografe e modelle!
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| © Ilaria Contu model Lucrezia |
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| © Vittoria De Giulio model Rebecca |
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| © Rebecca Pronello model Vittoria |
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4:55 PM
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venerdì 18 novembre 2011
CONVERSATIONS.
80 fotografie provenienti dalla prestigiosa collezione della Bank of America Merrill Lynch Collection.
" Il percorso espositivo, a partire dalle linee indicate nella edizione americana, valorizza alcuni dei capolavori della collezione ponendoli in “conversazione” tra loro, attraverso accostamenti tematici (nelle sezioni: Ritratto, Paesaggio, Uno sguardo sull’arte, Astrazione/Sperimentazione, Viaggi/Monumenti, Società/Testimonianze, Astrazione/Paesaggio industriale, Surrealismo, Astrazione/Natura morta), ma anche storici e formali, ripercorrendo in modo diacronico la storia del medium fotografico. Nello stesso spazio espositivo, immagini del XIX secolo dialogano con scatti del XX secolo, primi piani con foto panoramiche, ritratti con foto documentarie, still life con opere astratte, in un gioco dialettico che coinvolge lo spettatore. Le immagini urbane ad esempio (di Robert Frank, Harry Callahan, Helen Levitt o William Klein) che costituiscono un cospicuo nucleo della collezione, sono specchio della formazione della complessa società americana. Un tema che, in mostra, viene amplificato e ulteriormente articolato proprio nelle ricercate giustapposizioni delle fotografie, realizzate spesso con soluzioni formali molto diverse o in momenti storici distanti. Similmente il ritratto (Edward Weston, Man Ray, Jeanne Dunning) e la natura morta (Irving Penn, William Eggleston, Lee Friedlander) che con la sperimentazione del mezzo si caricano di connotazioni psicologiche e di valori simbolici - fino alle provocazioni ironiche di Cindy Sherman - vengono presentati in mostra in eloquenti contrappunti visivi: a volte affiancati a scatti di paesaggio, in un dialogo di intensità emotiva, a volte tra di loro in un confronto metalinguistico (uso della prospettiva, dei colori, astrazione…) che ne enfatizza il messaggio. Tra i molti artisti rappresentati compaiono i nomi di alcuni dei maestri indiscussi della fotografia internazionale: Gustave Le Gray, Julia Margaret Cameron, Eugène Atget, Alfred Stieglitz, Paul Strand, László Moholy-Nagy, Man Ray, Walker Evans, Robert Frank, Lee Friedlander, Cindy Sherman, Bernd e Hilla Becher, Thomas Struth, solo per citarne alcuni."
fino al 15 gennaio 2012
Museo del Novecento
Palazzo dell'Arengario
Via Marconi 1, Milano
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| © William Eggleston |
" Il percorso espositivo, a partire dalle linee indicate nella edizione americana, valorizza alcuni dei capolavori della collezione ponendoli in “conversazione” tra loro, attraverso accostamenti tematici (nelle sezioni: Ritratto, Paesaggio, Uno sguardo sull’arte, Astrazione/Sperimentazione, Viaggi/Monumenti, Società/Testimonianze, Astrazione/Paesaggio industriale, Surrealismo, Astrazione/Natura morta), ma anche storici e formali, ripercorrendo in modo diacronico la storia del medium fotografico. Nello stesso spazio espositivo, immagini del XIX secolo dialogano con scatti del XX secolo, primi piani con foto panoramiche, ritratti con foto documentarie, still life con opere astratte, in un gioco dialettico che coinvolge lo spettatore. Le immagini urbane ad esempio (di Robert Frank, Harry Callahan, Helen Levitt o William Klein) che costituiscono un cospicuo nucleo della collezione, sono specchio della formazione della complessa società americana. Un tema che, in mostra, viene amplificato e ulteriormente articolato proprio nelle ricercate giustapposizioni delle fotografie, realizzate spesso con soluzioni formali molto diverse o in momenti storici distanti. Similmente il ritratto (Edward Weston, Man Ray, Jeanne Dunning) e la natura morta (Irving Penn, William Eggleston, Lee Friedlander) che con la sperimentazione del mezzo si caricano di connotazioni psicologiche e di valori simbolici - fino alle provocazioni ironiche di Cindy Sherman - vengono presentati in mostra in eloquenti contrappunti visivi: a volte affiancati a scatti di paesaggio, in un dialogo di intensità emotiva, a volte tra di loro in un confronto metalinguistico (uso della prospettiva, dei colori, astrazione…) che ne enfatizza il messaggio. Tra i molti artisti rappresentati compaiono i nomi di alcuni dei maestri indiscussi della fotografia internazionale: Gustave Le Gray, Julia Margaret Cameron, Eugène Atget, Alfred Stieglitz, Paul Strand, László Moholy-Nagy, Man Ray, Walker Evans, Robert Frank, Lee Friedlander, Cindy Sherman, Bernd e Hilla Becher, Thomas Struth, solo per citarne alcuni."
fino al 15 gennaio 2012
Museo del Novecento
Palazzo dell'Arengario
Via Marconi 1, Milano
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7:09 PM
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TURIN MARATHON: uscita di reportage del corso avanzato
Pubblichiamo alcuni dei migliori scatti realizzati durante l'uscita di domenica scorsa.
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| © Riccardo Dametto |
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| © Riccardo Dametto |
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| © Iuri Califano |
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| © Iuri Califano |
| © Giulia Bughi |
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| © Francesca Bianco |
| © Elisa Barbero |
| © Elisa Barbero |
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| © Donatella Arione |
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| © Donatella Arione |
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12:52 PM
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lunedì 24 ottobre 2011
Una nuova realtà
Avvicinarsi alla fotografia è spesso la risposta a una necessità semplice: riuscire a trovare mezzi e modi per esprimersi tramite un'immagine. Spesso la necessità iniziale diventa più consapevole, matura la capacità di osservazione, si articolano le possibilità espressive e diventa sempre più impellente il bisogno di raccontare con le fotografie se stessi e le proprie suggestioni. In alcuni casi, molti per la verità, si scopre che frequentare un corso offre anche una possibilità in più, non soltanto didattica: la condivisione. E spesso al di fuori delle lezioni ci si ritrova per scattare insieme, magari su un tema comune, e si organizzano esposizioni in collettiva. Succede a volte che tutto questo non basti ancora, ed è il caso di Serena Inturri e Armando Cervetti, "soci fondatori" di v-ars che attualmente vede tra i partecipanti Giuliana Gabri, Sara Figueiredo e Maurizio Marino, tutti "veterani" dei corsi di PEPE fotografia. Per conoscere il loro progetto vi rimandiamo al link, per conoscere Serena e Armando, e le loro immagini, vi invitiamo a incontrarli in occasione di Paratissima, come indicato nella locandina.
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5:28 PM
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giovedì 13 ottobre 2011
Corso di fotografia avanzato: l'autoritratto
Presentiamo una selezione di autoritratti realizzati durante un'esercitazione del corso avanzato.
Ci è piaciuta la possibilità offerta da questi ritratti di andare oltre il semplice "velo" descrittivo per suggerire una dimensione di sperimentazione e ricerca, non solo fotografica.
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| © Antonio Iannino |
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| © Antonio Iannino |
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| © Marina Sozzi |
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| © Marina Sozzi |
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5:13 PM
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